Circolo Arci Carlo Cafiero Barletta

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Documento coordinamento no alle biomasse

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Coordinamento contro gli inceneritori e le centrali a biomasse

Il Coordinamento contro inceneritori e centrali a biomasse è il naturale punto di arrivo della mobilitazione dei tanti comitati spontanei sorti nei comuni della BAT per fermare la costruzione di impianti di incenerimento nel nostro territorio. Prima a Canosa, poi a Trani, a San Ferdinando, a Trinitapoli, a Barletta, Andria e Bisceglie, i comitati hanno agito con modalità diverse ma accomunati dalla stessa volontà di difendere l’ambiente e la salute dei cittadini contro un modello di sviluppo mosso esclusivamente dalla logica del profitto.

Le associazioni che costituiscono il coordinamento reclamano il diritto di far sentire la propria voce rispetto a situazioni tenute colpevolmente sotto silenzio anche dal mondo politico.

Il coordinamento ha già ottenuto i primi importanti risultati: a Trinitapoli la Commissione Consiliare “Politica del territorio” ha espresso all’unanimità parere negativo sul progetto della ditta “Energie Verdi Trinitapoli Srl” per la costruzione della centrale elettrica a biomasse di 56 MW ; mentre a Barletta il sindaco Maffei ha deciso di sospendere l’iter del progetto di costruzione della centrale da 37 MW della “Tre Tozzi Renewable Energy Spa”.

Queste due decisioni, se da una parte ci soddisfano e ci ricompensano dell’impegno profuso in questi giorni per mobilitare i cittadini e le forze sociali del territorio, dall’altra non ci devono far allentare la guardia su quello che sta succedendo nella nostra provincia. Infatti sono ancora attive le procedure di autorizzazione relative agli impianti di Canosa e di Trani. In particolare, quello di Canosa desta notevole preoccupazione perché prevede l’utilizzo di biomasse solide e di biomasse assimilate, vale a dire rifiuti. La realizzazione di questo impianto sarebbe, anche per i cittadini dei comuni limitrofi, una iattura perché le polveri inquinanti disperse nell’aria dai camini degli inceneritori si diffondono per decine di chilometri.

Pertanto, consapevoli che la battaglia per uno sviluppo compatibile si combatte soprattutto con l’informazione e la cultura, abbiamo deciso di costituire anche un Comitato Tecnico-Scientifico che approfondisca e diffonda le conoscenze sui temi dell’energia e dello smaltimento dei rifiuti anche attraverso conferenze e seminari.

Le richieste che il Coordinamento fa alle istituzioni sono le seguenti:

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La fabbrica di Niki Barletta

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Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2010 10:44
 

I diritti alzano la voce

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Il welfare non va abbattuto, ma riformato. E per sensibilizzare l'opinione pubblica, le Istituzioni, i partiti e i media decine di organizzazioni della società civile e tantissimi operatori e cittadini, il 27 febbraio prossimo, in molte città italiane scenderanno in piazza, organizzeranno eventi, raccoglieranno firme nella prima mobilitazione nazionale promossa dalla campagna "I diritti alzano la voce". Perché problemi come la disoccupazione, la povertà, la non autosufficienza e la tutela di diritti fondamentali, come quello all'istruzione e alla salute, richiedono nuove risposte e forti investimenti, attesi ormai da troppo tempo. Come dice lo slogan della mobilitazione: "Cara politica, sui bisogni delle persone non ne hai azzeccata una!".

Numerose le organizzazioni che hanno aderito alla campagna: Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Familiari Alzheimer Pordenone Onlus, Associazione Welcome, Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) – Napoli, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione Internazionale "Città sociale" – Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos – Salesiani per il sociale, Forum Droghe, Gruppi di Volontariato Vincenziano – Aic Italia, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Movimento Rinnovamento democratico, Solidarietà e Cooperazione – Cipsi.

Il messaggio che si intende lanciare è chiaro e semplice: "Il welfare è nato per garantire uguaglianza e giustizia sociale, tutelarci dai rischi e dalle difficoltà che tutti incontriamo nella vita. Proprio per questo dobbiamo renderlo più moderno ed efficace. Eliminare gli sprechi è possibile e doveroso, ma smantellare il nostro sistema di sicurezza sociale renderebbe la vita di tutti noi molto più dura."
Nell'occasione verranno presentate "10 proposte per un'Italia civile", sulle quali viene promossa la raccolta di firme.

Per maggiori informazioni vai sul sito della campagna: www.idirittialzanolavoce.org
Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 17:33
 

tesseramento 2010

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Ultimo aggiornamento Martedì 12 Gennaio 2010 09:48
 

terremoto haiti

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SUI PIU’ POVERI, LA TRAGEDIA PIU’ GRANDE
ATTIVIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’


Un immane numero di vittime, una città di due milioni e mezzo di persone distrutta, crollati gli ospedali, le scuole, i palazzi istituzionali e le case. 
Il grande terremoto di Haiti ha colpito il paese più povero dell’America Latina, uno dei più poveri del mondo, dove l’ottanta per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
Un ultimo tragico capitolo si aggiunge ai tanti drammi con cui la storia ha colpito questo piccolo paese. 
Haiti, sulla parte orientale dell’isola che vide il primo approdo di Cristoforo Colombo, fu uno dei crudeli luoghi del genocidio indigeno e della schiavitù africana, la patria di una grande rivolta schiava. 
La prima colonia nera indipendente, che sostenne in tutto il mondo la causa abolizionista, al suo interno ha vissuto una dolorosa e lunghissima catena di guerre civili, colpi di stato, dittature, catastrofi naturali, epidemie. 
Sotto le macerie di Port-au-Prince sono morti anche operatori umanitari internazionali, dipendenti civili e militari delle Nazioni Unite impegnati per la stabilità, la sicurezza, la vita e la salute della popolazione di Haiti. 
Già dalle prime ore in tutto il mondo si è attivata la catena della solidarietà. 
Mettiamo anche i nostri circoli in questa catena. Attiviamo la nostra solidarietà. 
I comitati e i circoli che intendono raccogliere fondi per gli aiuti di emergenza possono farli convergere sul conto corrente bancario Banca Popolare Etica di Attivarci intestato ad Arci Cultura e Sviluppo, Via dei Monti di Pietralata 16, 00157 Roma, con la causale “emergenza terremoto Haiti” ( Iban: IT96 N050 1803 2000 0000 0508 080).
Daremo al più presto indicazioni più precise in merito alla destinazione delle raccolte, in collegamento con le altre organizzazioni di società civile e con gli organismi internazionali. 

Un caro saluto.

Il Presidente nazionale
Paolo Beni
 


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Coordinamento contro gli inceneritori e le centrali a biomasse

Il Coordinamento contro inceneritori e centrali a biomasse è il naturale punto di arrivo della mobilitazione dei tanti comitati spontanei sorti nei comuni della BAT per fermare la costruzione di impianti di incenerimento nel nostro territorio. Prima a Canosa, poi a Trani, a San Ferdinando, a Trinitapoli, a Barletta, Andria e Bisceglie, i comitati hanno agito con modalità diverse ma accomunati dalla stessa volontà di difendere l’ambiente e la salute dei cittadini contro un modello di sviluppo mosso esclusivamente dalla logica del profitto.

Le associazioni che costituiscono il coordinamento reclamano il diritto di far sentire la propria voce rispetto a situazioni tenute colpevolmente sotto silenzio anche dal mondo politico.

Il coordinamento ha già ottenuto i primi importanti risultati: a Trinitapoli la Commissione Consiliare “Politica del territorio” ha espresso all’unanimità parere negativo sul progetto della ditta “Energie Verdi Trinitapoli Srl” per la costruzione della centrale elettrica a biomasse di 56 MW ; mentre a Barletta il sindaco Maffei ha deciso di sospendere l’iter del progetto di costruzione della centrale da 37 MW della “Tre Tozzi Renewable Energy Spa”.

Queste due decisioni, se da una parte ci soddisfano e ci ricompensano dell’impegno profuso in questi giorni per mobilitare i cittadini e le forze sociali del territorio, dall’altra non ci devono far allentare la guardia su quello che sta succedendo nella nostra provincia. Infatti sono ancora attive le procedure di autorizzazione relative agli impianti di Canosa e di Trani. In particolare, quello di Canosa desta notevole preoccupazione perché prevede l’utilizzo di biomasse solide e di biomasse assimilate, vale a dire rifiuti. La realizzazione di questo impianto sarebbe, anche per i cittadini dei comuni limitrofi, una iattura perché le polveri inquinanti disperse nell’aria dai camini degli inceneritori si diffondono per decine di chilometri.

Pertanto, consapevoli che la battaglia per uno sviluppo compatibile si combatte soprattutto con l’informazione e la cultura, abbiamo deciso di costituire anche un Comitato Tecnico-Scientifico che approfondisca e diffonda le conoscenze sui temi dell’energia e dello smaltimento dei rifiuti anche attraverso conferenze e seminari.

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