Circolo Arci Carlo Cafiero Barletta

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tesseramento 2010

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Ultimo aggiornamento Martedì 12 Gennaio 2010 09:48
 

terremoto haiti

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SUI PIU’ POVERI, LA TRAGEDIA PIU’ GRANDE
ATTIVIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’


Un immane numero di vittime, una città di due milioni e mezzo di persone distrutta, crollati gli ospedali, le scuole, i palazzi istituzionali e le case. 
Il grande terremoto di Haiti ha colpito il paese più povero dell’America Latina, uno dei più poveri del mondo, dove l’ottanta per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
Un ultimo tragico capitolo si aggiunge ai tanti drammi con cui la storia ha colpito questo piccolo paese. 
Haiti, sulla parte orientale dell’isola che vide il primo approdo di Cristoforo Colombo, fu uno dei crudeli luoghi del genocidio indigeno e della schiavitù africana, la patria di una grande rivolta schiava. 
La prima colonia nera indipendente, che sostenne in tutto il mondo la causa abolizionista, al suo interno ha vissuto una dolorosa e lunghissima catena di guerre civili, colpi di stato, dittature, catastrofi naturali, epidemie. 
Sotto le macerie di Port-au-Prince sono morti anche operatori umanitari internazionali, dipendenti civili e militari delle Nazioni Unite impegnati per la stabilità, la sicurezza, la vita e la salute della popolazione di Haiti. 
Già dalle prime ore in tutto il mondo si è attivata la catena della solidarietà. 
Mettiamo anche i nostri circoli in questa catena. Attiviamo la nostra solidarietà. 
I comitati e i circoli che intendono raccogliere fondi per gli aiuti di emergenza possono farli convergere sul conto corrente bancario Banca Popolare Etica di Attivarci intestato ad Arci Cultura e Sviluppo, Via dei Monti di Pietralata 16, 00157 Roma, con la causale “emergenza terremoto Haiti” ( Iban: IT96 N050 1803 2000 0000 0508 080).
Daremo al più presto indicazioni più precise in merito alla destinazione delle raccolte, in collegamento con le altre organizzazioni di società civile e con gli organismi internazionali. 

Un caro saluto.

Il Presidente nazionale
Paolo Beni
 

Meeting Mondiale dei Giovani

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Nei prossimi 19,20,21 gennaio si terrà a Bari la I edizione del Meeting Mondiale dei Giovani, un’iniziativa di carattere internazionale promossa dall’Assessorato alla Trasparenza e alla Cittadinanza Attiva della Regione Puglia. Al Meeting parteciperanno 500 giovani delegati di numerose organizzazioni e associazioni provenienti da tutto il mondo e un numero massimo di 1000 giovani partecipanti selezionati attraverso l’iscrizione al portale della manifestazione, www.nimociv.org. L’iscrizione al sito va effettuata entro e non oltre il 15 gennaio 2010 per poter accedere ai lavori del meeting, che verteranno sui temi dello sviluppo sostenibile e della cittadinanza attiva.

L’Arci sarà coinvolta attraverso la partecipazione ai lavori dei suoi delegati e in un momento di incontro con le scuole del territorio che avverrà nella mattinata del 20 gennaio.

E’ inoltre possibile partecipare al meeting come volontari nell’affiancamento logistico all’organizzazione. I giovani che vogliano partecipare come volontari saranno impegnati su due turni, uno mattutino e uno pomeridiano, ed è richiesto che parlino almeno una lingua straniera tra inglese, francese o spagnolo.                                                                                                                                                     Per segnalare eventuali candidature di volontari contattate Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro il 13 gennaio.

 

Campagna contro l'omofobia

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Rosarno e Immigrazione

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Si trovino immediatamente soluzioni all'emergenza abitativa
Il governo intervenga perché venga concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari ai lavoratori stranieri

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci e
Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

Quello che è successo e sta accadendo a Rosarno in queste ore desta una grande preoccupazione. Bisogna adoperarsi perché la prevedibile ribellione di centinaia di esseri umani costretti a vivere nel degrado più estremo e a lavorare in condizioni di schiavitù non degeneri in atti di violenza che mettano a rischio l'incolumità fisica degli immigrati e degli abitanti di Rosarno.

Le autorità locali e nazionali, le organizzazioni che lavorano a fianco dei migranti devono intervenire innanzitutto per riportare la calma, ripristinando le condizioni per l'apertura di un confronto con e tra tutti coloro che nella cittadina vivono, italiani e stranieri.

Il ministro Maroni ha dichiarato che quanto è successo è frutto dell'eccessivo lassismo verso i clandestini. Noi pensiamo che clandestino in quella regione sia lo Stato, che ha consegnato lì, come in tante altre parti d'Italia, il territorio alle mafie, lasciando sole le comunità locali. Le mafie impongono così le loro regole, lucrando sulla pelle di lavoratori che le scelte di questo governo hanno privato dei più elementari diritti umani e civili. Migliaia di "non persone", esposte all'arbitrio, alla violenza razzista, alla discriminazione sancita per legge, a brutali intimidazioni come quella di ieri.

La legge Bossi-Fini e poi il Pacchetto sicurezza, impedendo gli ingressi regolari, si stanno dimostrando i migliori alleati degli interessi della criminalità organizzata, che controlla il traffico di esseri umani, dispone di una quantità di manodopera in nero, senza tutele, costretta all'irregolarità e dunque impossibilitata a denunciare gli aguzzini.

Il governo fa finta di non vedere, non stanzia risorse per politiche di integrazione e intanto nell'Italia del G8 c'è chi vive in ghetti degradati, espropriato della sua dignità.

E' necessario che finalmente le istituzioni ai vari livelli intervengano, intanto con misure che permettano di risolvere subito l'emergenza abitativa, garantendo condizioni di vita dignitose.

Il governo deve impegnarsi perché vengano concessi permessi di soggiorno per motivi umanitari. Sarebbe davvero inaccettabile se l'esito di quel che è successo fosse una deportazione di massa di quanti non sono in regola col permesso di soggiorno.

Bisogna poi pianificare un intervento sul territorio in grado di ricostruire le condizioni di una pacifica convivenza, prevedendo percorsi di integrazione anche individualizzati che mettano queste persone nelle condizioni di costruirsi un futuro dignitoso nel nostro paese.
 

“L’associazionismo non è, non sarà mai un partito – o un surrogato di esso. Il suo terreno è diverso, è quello della promozione sociale. Attraverso la partecipazione attiva, l’iniziativa sul terreno della socialità, della solidarietà, della cultura, della qualità della vita. La riforma della politica a cui guardiamo interroga in profondità il sitema dei partiti e, con serio spirito critico, la stessa azione di governo del centro sinistra. Ma interroga anche noi stessi”
TOM BENETOLLO

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